
"Salve Regina"
Il manoscritto contiene una redazione autografa del Salve Regina SC 39 di Giacomo Puccini che è rimasta sconosciuta fino al
dicembre 2008, quando è stata messa in vendita nell' Asta Bolaffi Ambassador Autografi e documenti storici di Torino.
Si tratta di un Largo religioso (accompagnato da armonio ma anche, più semplicemente, dal pianoforte) che fu scritto da Puccini durante gli
anni di studio milanesi; appartiene a un gruppo di composizioni (assieme a Storiella d'amore SC 40 e Ad una morta! SC 41)
che mettono in musica versi dalle Melodie per Canto firmate dal librettista di Aida , Antonio Ghislanzoni
(Lecco, 25 novembre 1824 – Caprino Bergamasco, 16 luglio 1893), cui si devono fra l'altro i libretti per "Aida" di Verdi" e
"Edmea" di Catalani: per la precisione, il Salve Regina compare nella seconda edizione delle Melodie ,
pubblicate da Emilio Quadrio nel 1882. Prima della suddetta Asta Bolaffi, il Salve Regina era noto unicamente nella forma tramandata
da un autografo conservato (in fotocopia) presso l'Istituto «Boccherini» di Lucca. Rispetto a quest'ultimo, la versione attestata dal nuovo
manoscritto è più ampia (mette infatti in musica entrambe le strofe della poesia di Ghislanzoni) ed è datata 6 novembre 1882 (la genesi del
Salve era invece sempre stata attribuita alla prima metà dell'anno successivo).
La musica del Salve Regina verrà riutilizzata da Puccini nel finale della prima parte de Le Villi (Nr. 5 Preghiera): la nuova
versione ha permesso di individuare un'ulteriore idea musicale che dal Salve migrerà nella Preghiera
(«Sia propizio», al centro della sezione mediana).
Questa redazione del Salve Regina è stata pubblicata per la prima volta nell'ambito dell'edizione critica della musica
di Puccini per voce e pianoforte (Giacomo Puccini, «Canti»: musica per voce e pianoforte , a cura di Riccardo Pecci, Stuttgart, Carus Verlag, 2010).
Riccardo Pecci
